Se lavori con stampa, inchiostri, solventi, colle o pulizie tecniche… è molto probabile che tu produca rifiuti speciali (anche pericolosi) senza nemmeno pensarci troppo nella routine di tutti i giorni.

Parliamo di cose super comuni come:

  • inchiostri di scarto

  • stracci, panni, guanti sporchi di inchiostro e solvente

  • barattoli, taniche e contenitori vuoti che contenevano inchiostri, solventi, colle, detergenti

  • materiali assorbenti e residui di pulizia

Ecco il punto: dal 13 febbraio 2026 diventa obbligatoria l’iscrizione al RENTRI e dovrai gestire registro e FIR in digitale. Tradotto: più tracciabilità, più adempimenti, e controlli più “precisi”. 😅

Cos’è il RENTRI e perché ti riguarda (anche se sei “piccolo”)

Il RENTRI è il sistema per la tracciabilità dei rifiuti. Se produci rifiuti speciali pericolosi, la domanda non è “se” ti riguarda: è quanto sei organizzato quando ti chiedono:

  • “Mi fa vedere il registro?”

  • “Dov’è il FIR di quel ritiro?”

  • “Che codice EER/CER avete usato e perché?”

Dove si sbaglia più spesso (e dove arrivano le sanzioni)

Senza fare terrorismo, ma nemmeno finta di niente: i problemi tipici sono sempre gli stessi.

  1. Classificazione errata del rifiuto (codice EER/CER, pericolosità, imballaggi contaminati)

  2. Registri incompleti o compilati male

  3. FIR fatti con leggerezza (o mancanti)

  4. Tempi e procedure non rispettati

  5. “Lo fa il trasportatore” → no: la responsabilità del produttore resta


NON PREOCCUPARTI 😅 — ci pensiamo noi

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